Ornamenti di Ivana Baiunco: Confessioni di un seduttore (seconda parte)

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CALTANISSETTA – “Io sono fatto così e credo che oramai non potrò cambiare, mi piace la leggerezza, non riesco a pensare alle cose tristi, alle cose pesanti. Le donne sono la mia quota di leggerezza quotidiana, dopo una giornata di lavoro, dopo la risoluzione di un problema.” Così Marco racconta il suo rapporto con l’altro sesso. Seduto sul divano bianco, le gambe un po’ allungate verso il pavimento, la maglietta blu adesso è sgualcita, sorseggia il Rum e sorride. Ha sofferto tanto nella prima parte della sua vita per ragioni familiari, ha fatto il pieno e adesso rifugge da tutto ciò che possa essere motivo di dolore. Ma c’è un dolore sordo che spesso si ritrova nelle sue parole, nelle espressioni che fa quando pensa di non essere guardato. “Ho avuto il mio primo incontro, diciamo così, con una donna a 19 anni non si direbbe – racconta- ma poi mi sono rifatto, ho ripreso il tempo perduto. Ero molto timido ed impacciato, ho avuto consapevolezza di me tardi.” Nella grande stanza la luce di una lampada nell’angolo illumina il volto di Marco a metà, una luce Rembrandt, sembra essere studiata così perfetta cade sulle sue labbra disegnate tra la barba. Si è rilassato adesso, si è trasformato in un fiume in piena, racconta di quella volta che :”Frequentavo una donna sposata, una signora della buona borghesia, mi venne a prendere e andammo a casa sua, voleva farlo nel suo letto, il marito era fuori per lavoro. Una bella villa in una zona residenziale, però ci fu come nei migliori film, la sorpresa – sgrana gli occhi e sorride- il marito tornò anzitempo, ed io dovetti letteralmente scappare dalla finestra con tanto di scarpe in mano, mi sentivo nella sceneggiatura di una commedia americana, chi non ci passa non ci crede che può realmente accadere. Ad ogni modo scappai dalla finestra finii con un capitombolo, un ruzzolone che ancora ricordo la botta, sul prato inglese ad un centimetro dalla piscina ed uscii da un cancelletto laterale con tanto di cane alle calcagna. Chiamai un amico- continua- che mi venne a prendere, lui non fece domande ed io non diedi spiegazioni, tra uomini funziona così, ci si capisce senza parlare.”Ad un libro preferisce una partita di calcio, ad una serata a teatro un apericena, una vita semplice in realtà quella di Marco che però attrae la complessità, il mondo delle donne che invece è difficile e tortuoso. E’ speculare ed opposto, tanto maschile in molte cose, quanto così vicino al femminile in altre. Non conoscerà Borges non avrà mai letto niente di lui, ma conosce il linguaggio dell’intimità, sa cosa piace alle donne.Gli chiediamo se le sue storie non diventano un déjà vu, un già visto. “Ciascuno di noi è diverso e dunque le situazioni sono sempre differenti- risponde- ed ognuno di noi cambia rispetto alle persone ed alle circostanze. Per me è sempre una nuova scoperta, se non fosse così mi fermerei. Ogni tanto ci sono dei ritorni di fiamma, delle conferme ovviamente. Ciascuna mi lascia qualcosa fosse soltanto il ricordo di un profumo.” Ha voglia di raccontare cose amene però, fatti, aneddoti della sua vita tra mariti traditi e fanciulle seduttrici.

E’ un seduttore che ama molto essere sedotto, come ogni buon narciso che si rispetti. “Tra le cose più strane che mi sono accadute, una volta ho trovato una ragazza dentro il mio letto, e non ce l’avevo portata io, ancora mi chiedo come abbia fatto ad entrare in casa, credo una svista della donna di servizio, sta di fatto che se in un primo momento mi sono un po’ seccato, poi ho preso con ironia la situazione. La conoscevo da un po’, non era mai venuta a casa mia, ci guardavamo spesso ma nulla più. Adesso siamo diventati amici ed ogni volta che ricordiamo quell’episodio sorridiamo assieme.” Durante la nostra conversazione fatta di risate ma anche di silenzi, non ha mai pronunziato la parola amore, e neanche affetto, non parla mai di sentimenti, non li nomina, come se non ne conoscesse il nome. Ha un timbro di voce di cui non ho scoperto il segreto, con la freddezza di un referto medico all’inizio e poi la scalda al fuoco lento della sua personale meraviglia, man mano che parla si fa sempre più calda ed ogni parola piena di cose ed il tutto così irripetibile. Ha un modo strano di portarti per mano in mezzo alle storie che racconta, lo fa in modo mite e ti ritrovi lì dentro, lasci che lui giochi, ed è per lo più un piacere. La sua prima regola è la prudenza, la seconda l’audacia, si potrebbe applicare a tutto e tornerebbe utile. Lasciamo Marco al suo mondo alle sue storie, che gli fanno compagnia nei momenti di solitudine ed al ricordo di esse. Lasciamo Marco alla sua vita che per un po’ ha suscitato la curiosità di una sonnolenta città di provincia. Abbiamo raccontato la storia di un uomo che vive “l’amore” a puntate, ripartendo sempre dallo stesso punto, la seduzione, conoscendo già il finale, l’addio.

Leggi la prima parte: http://www.ilfattonisseno.it/2017/10/lultimo-playboy-io-sono-e-saro-sempre-un-uomo-dedito-al-piacere/

 

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