Movimenti Civici di Sicilia: “Creiamo nostro partito regionale”

1

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. I Movimenti Civici di Sicilia (M.C.S.), quale rete di associazioni e di movimenti volti a cambiare radicalmente la cultura e la prassi politica, ritengono che la proposta fatta da alcuni sindaci siciliani, di “… connettere le diverse realtà territoriali, per rappresentare le risorse ed i bisogni dei territori, allo scopo di realizzare un progetto complessivo di sviluppo sostenibile della Sicilia”, rappresenti, nello scenario politico isolano, un segnale diverso dall’Orlandiana “lista dei territori”, ma pur sempre istituzionale.

La svolta civica della Politica, avviata da alcuni movimenti politici a livello locale, oggi, in occasione delle prossime elezioni regionali del 5 novembre, è stata scimmiottata da alcuni politici, che ritengono di sostituirsi agli attuali leaders dei partiti per continuare a perpetrare il personalismo partitocratico che caratterizza la seconda Repubblica fin dalla sua nascita.

L’iniziativa di tali sindaci che “si impegnano ad essere da stimolo e catalizzatori di impegno dei cittadini nella vita democratica delle città promuovendone il protagonismo anche nel costituendo movimento” ci sembra parziale rispetto alla natura civica di un movimento politico, che per essere tale deve partire dalla soggettività dei cittadini, oggi per altro contrastata e oltraggiata dal Rosatellum bis.

I M.C.S. hanno da tempo intessuto una rete di sane relazioni politiche, che daranno vita, a cominciare dalle città, a un unico e effettivo movimento civico nazionale, atto a:

  • combattere la partitocrazia leaderistica per ridare dignità democratica alla rappresentanza politica;
  • dare più compiutezza alla democrazia, impegnando Governatori e Assemblee regionali, Sindaci e Consigli comunali ad adottare forme e strumenti di partecipazione democratica, tali da consentire ai cittadini di esercitare il diritto di cittadinanza e di collaborare con le amministrazioni comunali per dare risposte ai bisogni dei territori.

Riteniamo che oggi i tempi sono maturi per partorire un “Movimento civico dei territori”, che superi i confini di quei comuni ove questo già esiste, come ad esempio, tra gli altri, Caltanissetta con il Polo Civico, Enna con OPEN.

L’obiettivo che ci proponiamo è di dare voce e di strutturare, ai livelli comunale, regionale e nazionale, lo spontaneismo politico dei cittadini, l’astensionismo di coloro che non esercitano il diritto-dovere di votare, la scelta di una “Politica civica” dei Sindaci e degli Amministratori.

Siamo ben impressionati che i sindaci, nella loro nota, si dissociano dall’operato delle coalizioni politiche in corsa per l’elezione del Presidente della Regione e dell’Assemblea regionale e abbiano accolto la nostra istanza, già avanzata in altre occasioni, di “operare affinché la prossima Assemblea regionale promuova e voti una legge per l’attuazione del 4° comma dell’art. 118 della Costituzione italiana sulla Sussidiarietà, in modo che la democrazia rappresentativa si coniughi con quella partecipativa”.

  Auspichiamo che si realizzi una sinergia tra i Movimenti Civici di Sicilia e i sindaci sottoscrittori del documento, a cui facciamo riferimento, tale da:

1) superare le logiche di parte  tali da rappresentare sempre la volontà dei cittadini, 2) mettere insieme esperienze virtuose in modo da costituire un modello etico-politico positivo e produttivo, oggi assente; 3) promuovere i territori di appartenenza mettendoli in rete tra loro; 4) elaborare  “Progetti città”, tali che ogni territorio metta a disposizione degli altri le proprie risorse.

Invitiamo tutti coloro che vogliono operare per il bene del proprio territorio a partecipare e ad aderire alle nostre proposizioni.

I MOVIMENTI CIVICI DI SICILIA

 

Condividi

1 COMMENTO

  1. L’immagine non è consona ai “Movimenti civici di Sicilia; infatti, essi sono “una rete di associazioni e di movimenti”. I Movimenti Civici di Sicilia rappresentano non gli enti comunali – come suggerisce la foto -, ma i cittadini associati che praticano la democrazia partecipativa. Sarebbe stato meglio inserire un insieme di persone. Scusate la puntualizzazione, ma è per evitare un’errata attribuzione dei soggetti che hanno scritto il documento. Comunque, grazie per l’attenzione che avete avuto nel pubblicare la nostra nota.

Lascia un commento