Monaco, Alberto II su tracce Grimaldi in Sicilia: bagno di folla anche a Mazzarino ed a Santa Caterina Villarmosa

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Ha stretto mani, si è concesso agli obiettivi dei fotografi, salutato la folla con la regalità di un capo di Stato e preso in braccio un bambino con la genuinità di un amico uomo qualsiasi. Il Principe Alberto di Monaco ha visitato il Nisseno mantenendo un atteggiamento regale, austero, ma allo stesso tempo non si è sottratto all’affetto della gente comune. Una doppia visita: nella prima mattinata a Santa Caterina poi a Mazzarino. In entrambi i paesi è stato accolto come una vera e propria star. Città intere in festa per il regnante della gloriosa dinastia nel cui dna c’è un pezzo di Sicilia. Come nel caso di Mazzarino. Tra i suoi antenati ci sarebbe infatti tal Louise d’Aumont, nobildonna, nipote del potentissimo cardinale Mazzarino, che sposò negli anni della Rivoluzione Francese il principe Onorato IV Grimaldi di Monaco. Da quel momento ai titoli della casa si aggiunse pure il ducato di Mazzarino. Non poteva perciò che giungere una cittadinanza onoraria a sugellare questo antichissimo legame. D’altronde lo stesso Principe, nel suo discorso pronunciato in francese, ha voluto rendere omaggio alle suo origine per concludere esprimendo tutta la propria contentezza nel ricevere la cittadinanza. A chi è riuscito ad avvicinarsi rompendo il cordone di sicurezza creatosi attorno al regnante, Alberto non ha nascosto il suo amore per la Sicilia. Una visita che ha seguito un cerimoniale rigido: dapprima l’arrivo del corteo di auto in piazza fin sotto il municipio, poi la sfilata con le autorità fino all’ex Collegio dei gesuiti diventato un centro culturale e per congressi. Davanti ad una platea selezionata ha ricevuto dalle mani del sindaco Vincenzo Marino la pergamena con il conferimento della cittadinanza. Ma non è stato l’unico dono ricevuto. L’Amministrazione comunale lo ha omaggiato di quadri, sculture, libri. Tutti dall’unico tema: la Sicilia e Mazzarino. Un carico piuttosto sostanzioso di regali che gli ha suggerito una battuta spiritosa, soprattutto quando ha dovuto ricambiare con un sobrio cadeau. Alberto ha anche firmato il libro degli ospiti illustri del paesino al quale ha affidato anche un pensiero. Prima di lasciare Mazzarino ha visitato il museo Carafa e si è concesso una “privatissima” colazione istituzionale in un bar di piazza Vittorio Veneto. Cerimoniale rigido ma anche eccezionali misure di sicurezza. Off limits alla gente comune la parte di paese tra piazza Vittorio Veneto e l’ingresso dell’ex Collegio. Un raggiante sindaco Vincenzo Marino ha voluto sottolineare il peso storico della giornata. “Oggi si sta scrivendo una delle pagine più importanti della storia di Mazzarino”. Ad accogliere il principe pure Rosalba Panvini, a capo dell’ex Provincia di Caltanissetta, il prefetto Maria Teresa Cucinotta ed il vice presidente dell’Ars Antonio Venturino. Ma non è stata l’unica tappa nissena del regnante. Prima di raggiungere Mazzarino Alberto ha fatto visita a Santa Caterina. Anche qui ha ricevuto la cittadinanza onoraria. “In questo modo – ha spiegato il sindaco Antonio Fiaccato – si rinsalda un legame lungo anni con la Casata dei Grimaldi. D’altronde furono due Grimaldi, Pietro e Giulio, a fondare il paese. E persino sul fonte battesimale della principale chiesa c’è impresso il nome dei Grimaldi”. Donati al principe dei ricami. Gli stessi ricami per cui Santa Caterina è famosa. “La mia città ha dimostrato grande affetto per il principe oltre che compostezza nell’accoglierlo. Alberto è una persona umile e di grande ironia. E’ stato così colpito da Santa Caterina che ha espresso il desiderio di tornare”.

 

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2 Commenti

  1. Ma come? Un “principe” con siffatti antenati italiani, di Mazzarino pure, che non parla in italiano? Nemmeno due parole imparate a memoria per l’occasione… Sarebbe stato uno sforzo di troppo per un…”principe”.
    E poi questi assurdi, anacronistici panegirici per una persona come tante.
    Se ne era accorto Trilussa, un genio dell’ironia e del sarcasmo applicati alla pura intelligenza, nell’accezione – intus-legere- leggere dentro le cose e i fatti, di questo rimbambimento collettivo:
    “… un Re che, in mezzo ar mare, su la fregata reggia riceve un antro Re.
    Ecco che se l’abbraccica, ecco che lo sbaciucchia.
    zitto, ché adesso parleno…
    “-Stai bene?- Grazzie- E te? E la Regina?- Allatta.
    – E er Principino ?- Succhia.
    – E er popolo?- Se gratta.
    – E er resto?- Va da sé…Benissimo!- Benone!
    La Patria sta tranquilla; annamo a colazzione…-
    —-
    In quel popolo che, purtroppo per esso popolo, “se gratta”, ci sono millenni di Storia dentro i quali – comunque- nessuno è superiore a nessuno, e nessuno inferiore a nessun altro. Ma tutti uguali a tutti.
    Nella Storia, nelle favole invece il “Principe con il suo cavallo bianco” chissà perché trova sempre degli…addormentati.
    A Modica, a Mazzarino, di galoppo in galoppo.
    Viva la Repubblica e viva la Democrazia a misura di donne e uomini! Basta e avanza.

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