Migrantes: 124.076 italiani emigrati nel 2016, oltre 39% giovani

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Sempre piu’ italiani emigrano all’estero, e quattro su dieci sono giovani. Da gennaio a dicembre 2016 le iscrizioni all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) per solo espatrio sono state 124.076 (+16,547 rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva visto un incremento del 15,4%), di cui il 55,5% (68.909) sono maschi. E’ quanto emerge dal rapporto 2017 “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes, la Fondazione della Conferenza episcopale italiana. Dai dati emerge che il 62,4% sono celibi/nubili e il 31,4% coniugati/e.
Oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia alla volta dell’estero nell’ultimo anno ha un’eta’ compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9 mila in piu’ rispetto all’anno precedente, +23,3%); un quarto ha tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%). Le partenze non sono individuali ma di “famiglia” intendendo sia il nucleo familiare piu’ ristretto, ovvero quello che comprende i minori (oltre il 20%, di cui il 12,9% ha meno di 10 anni) sia la famiglia “allargata”, quella cioe’ in cui i genitori – ormai oltre la soglia dei 65 anni – diventano “accompagnatori e sostenitori” del progetto migratorio dei figli (il 5,2% del totale). A questi si aggiunge il 9,7% di chi ha tra i 50 e i 64 anni, ovvero i tanti “disoccupati senza speranza” tristemente noti alle cronache del nostro Paese poiche’ rimasti senza lavoro in Italia e con enormi difficolta’ di riuscire a trovare alternative occupazionali concrete per continuare a mantenere la propria famiglia e il proprio regime di vita. Le donne sono meno numerose in tutte le classi di eta’ a esclusione di quella degli over 85 anni (358 donne rispetto a 222 uomini): si tratta soprattutto di vedove che rispondono alla speranza di vita piu’ lunga delle donne in generale rispetto agli uomini.

Il continente prioritariamente scelto da chi ha spostato la sua residenza fuori dell’Italia nel corso del 2016 e’ stato quello europeo, seguito dall’America Settentrionale: quella italiana, quindi, si conferma essere oggi una mobilita’ prevalentemente euroamericana.
Rispetto a quanto messo in evidenza lo scorso anno sulle nazioni, quando la Germania era stata la meta preferita distanziando il Regno Unito di poche decine di unita’, quest’anno il Regno Unito, con 24.771 iscritti, registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni, seguito dalla Germania (19.178), dalla Svizzera (11.759), dalla Francia (11.108), dal Brasile (6.829) e dagli Stati Uniti (5.939). Da evidenziare, tra le prime 15 destinazioni dell’ultimo anno, gli aumenti percentuali – anche se con valori assoluti profondamente diversi dalle principali mete suddette – relativi all’Irlanda (+57,6%), alla Spagna (+31,6%) e all’Australia (+22,2%) e i decrementi di Argentina (-14,7%), Canada (-8,7%), Emirati Arabi (-6,7%) e Austria (-3,6%).
Gli italiani sono partiti da 110 territori giungendo in 194 destinazioni diverse nel mondo. La Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l’Italia alla volta dell’estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Da evidenziare l’unico contesto regionale che presenta un dato negativo ovvero il Friuli Venezia Giulia da cui nell’ultimo anno sono partite circa 300 persone in meno (-7,3%). A livello provinciale le partenze dell’ultimo anno, registrano, accanto alle grandi e popolose metropoli italiane quali Roma, Milano, Torino e Napoli, contesti locali minori quali Brescia (oltre 3 mila partenze) quest’anno in quinta posizione dalla settima dello scorso anno. Nuova entrata, ultima tra le prime 10 province, Varese (2.289 partenze nell’ultimo anno).

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