La Nissa non s’è iscritta ed è stata esclusa dal campionato di Promozione.

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CALTANISSETTA. Una brutta notizia per la Nissa, per il calcio, per lo sport cittadino, per la Città di Caltanissetta. La Nissa, la prima squadra della Città, non ha regolarizzato la propria iscrizione al campionato di Promozione 2017/2018 per cui non è stata inserita nel girone di Promozione nel quale avrebbe dovuto essere collocata qualora avesse regolarizzato la propria posizione. L’ufficialità è arrivata da poco ed è destinata a far discutere parecchio.  Raffaele Ammendola, che aveva ammirevolmente tentato di iscrivere la Nissa alla fine non è riuscito nell’impresa di far schierare i biancoscudati ai nastri di partenza del prossimo campionato di Promozione. Si sapeva che ci voleva un’impresa per riuscirci. Ammendola ci ha provato in ogni modo senza tuttavia riuscire a trovare quelle certezze economiche necessarie per assumere impegni di un certo tipo. Insomma, alla fine, a determinare la mancata iscrizione della Nissa, più che la mancanza dei soldi per l’iscrizione, è stata invece l’insufficienza di un budget economico adeguato alle esigenze di un progetto sportivo che, se pur per la Promozione, avrebbe imposto alla nuova dirigenza impegni economici severi che non era in grado di assumersi. Resta l’amarezza per un epilogo che si sperava di poter evitare e che, invece, è diventato realtà. Lo Sport Club Nissa, comunque, non scompare dalla geografia calcistica, ma cambia destinazione, nel senso che svolgerà attività del settore giovanile scolastico. La squadra è stata infatti regolarmente iscritta al campionato regionale Allievi. La società non perde la matricola ma cambia destinazione. Non svolgerà attività con la Lnd, la lega nazionale dilettanti, ma con il settore giovanile scolastico. Un finale che, comunque, lascia l’amaro in bocca e che deve far riflettere parecchio. Non è bastato tutto l’impegno di un vecchio cuore biancoscudato come Ammendola, non sono bastate le attestazioni di stima, la disponibilità dell’amministrazione comunale e della stessa dirigenza. Alla fine, la mancanza di fondi adeguati, come accade ormai nel calcio a tutti i livelli e categorie, ha fatto la differenza.

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