La realtà speculare della immaginaria città di RUVOLANDIA

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La realtà che l’amministrazione ci offre è di un città europea, attrattiva per gli investimenti esteri. Il centro storico è il salotto; la coesione e la partecipazione sono il leit motiv della giornata di ogni nisseno. L’Ufficio Europa produce finanziamenti per milioni di euro.

Ma in realtà questa è un’immagine speculare, come la scritta su un veicolo che corre dietro al nostro. La leggiamo attraverso lo specchio retrovisore, ma in realtà è scritta al contrario.

E come quell’immagine, tutto a ruvo landia è il contrario di tutto, e le parole sono più attendibili dei fatti nel linguaggio partecipativo.

Ancora una volta, oggi, in una sinistra tradizione andata recentemente in voga, il Comune di Caltanissetta, ha ricevuto la comunicazione della revoca di un finanziamento, per € 2.125.728 euro, che avrebbe, tra le altre cose, consentito il recupero di 12 unità abitative al quartiere Provvidenza. Si proprio quel salotto cittadino dove le case crollano e dove langue un altro cantiere denominato “Progetto Pilota” che vale altri tre milioni e mezzo.

Ancor più sinistro, se non addirittura spettrale è l’elenco dei caduti: Telecontrollo illuminazione pubblica ad onde convogliate, due milioni di euro oltre duecentomila euro l’anno di risparmio in bolletta, a cui è rigoroso abbinare, per argomento, il finanziamento di 100.000 euro per il piano dell’energia sostenibile. Quest’ultimo, tra le perdite, fa buona compagnia a Borgo Petilia, la cui revoca di 500.000 euro, come il precedente, sta per essere integralmente coperta con fondi comunali (sanzione da pagare alla Regione compresa). Non parliamo del sociale ed integrazione, con trecentomila euro revocate allo sportello unico per l’integrazione.

L’elenco delle occasioni perse è altrettanto funesto.

Poco c’è da dire sulla fine delle opere di compensazione della S.S. 640. Pochi avrebbero potuto fare peggio partendo da accordi sottoscritti dalla precedente amministrazione che sapientemente si è consentito di disattendere (oggi pagheremmo per riavere l’ingresso in città dalla galleria S.Elia), fine analoga a quella del Bando Ponte sui rifiuti e a quella dell’Ufficio Europa.

La differenziata rimane al palo, mentre i costi per esperti salgono alle stelle, accompagnati da un improbabile impegno di spesa di 15.000 euro per una mostra di rapaci, che nel momento attuale identifica i veri presagi.

A proposito di predatori, infatti, ci sarebbe molto da dire su quanto succede a svantaggio del nostro territorio che ne è diventato indisturbato banchetto, mentre nell’atrio del Comune, non più di due settimane or sono, si celebrava l’ultimo spettacolo dal sapore vagamente autocelebrativo dove la signora “assenza” è stata l’ospite principale, per impedimento della signora “partecipazione” che doveva essere l’ospite d’onore. Tutto ciò mentre l’assessore Tumminelli (che oggi invece delle scuse alla cittadinanza manda un insipido comunicato in burocratese, lasciando intendere che ciò che è successo è quasi un bene), al piano superiore prometteva di distribuire questionari per il piano regolatore generale.

Quest’ultimo avvenimento è un segnale severo che induce ad osservare la realtà in una chiave di lettura più profonda.

La revoca dell’ultimo finanziamento in ordine di tempo si fonda sul ritiro dell’impegno da parte dei privati e sulla impossibilità o forse incapacità, da parte dell’Amministrazione, di raccogliere la fiducia dei privati ad investire a condizioni agevolate in centro storico. Ciò fa il paio con l’avviso del Comune andato deserto per usufruire di contributi a fondo perduto per avviare attività al centro e con l’altrettanto fallimentare riscontro dei commercianti al regolamento dei dehors.

In definitiva è crollato il livello di credibilità dell’amministrazione e del suo progetto, ed è arrivata la vera sfiducia, non dalle segreterie politiche, ma dalla economia reale, dagli imprenditori, dai privati cittadini. Questo è il vero elemento che dovrebbe fare riflettere chi ci amministra e chi lo sostiene.

In questo quadro, con la nomina del consulente per intercettare i fondi europei, possiamo dire che il Comune si può ora avvalere di due professionisti del finanziamento, uno che lavora per intercettarli ed uno che sa invece come perderli. O chissà, nell’allegoria dello specchio potrebbero, addirittura essere la stessa persona. Che dire, che vinca il migliore. Oppure, come diceva il grande Nereo Rocco, speriamo di no….

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2 Commenti

  1. Ogni tanto mi viene voglia di ripetere quello che dico da più di due anni, I VERI COLPEVOLI SONO I CONSIGLIERI COMUNALI NESSUNO ESCLUSO!!! Arrisentirci… forse.

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