Legge elettorale: gran bagarre!

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Mettere mano alla legge elettorale è da sempre una di quelle attività che chi è deputato a farlo eviterebbe con piacere. Esperienza insegna che non solo non esiste una legge elettorale perfetta, ma non esiste neanche una legge elettorale che non inneschi dure reazioni ed aspre polemiche. L’argomento in questione sta “tenendo banco” negli ultimi giorni, ed ha già portato lacerazioni tra quelle forze politiche che sostengono l’attuale Governo.
I principali partiti Italiani, cioè PD, FI, M5S e Lega sono riusciti a trovare un accordo su un modello molto simile a quello tedesco, che dopo aver supero lo scoglio della commissione Affari Costituzionali è stata ribattezzata (la legge elettorale ndr) con il nome di “germanellum”, implicito riferimento al modello utilizzato in Germania. Tralasciando le delucidazioni tecniche che potrebbero essere noiose, andiamo alla sostanza: le fibrillazioni che il“germanellum” ha creato prima ancora di vedere la luce. Il problema riguarda lo sbarramento; parti menzionati hanno deciso che per essere rappresentati in parlamento bisogna superare la soglia del 5%, da qui apriti cielo! I cosiddetti cespugli, in primis Alfano, hanno chiesto la modifica immediata, proponendo di abbassare la soglia di sbarramento al 3%, ma hanno ricevuto picche. Categorico Renzi, che ha sbattuto la porta in faccia al Ministro agrigentino, e da lì sono cominciati i “complimenti” tra i due. Il segretario del PD ricorda ad Alfano i posti al sole che da anni ha il suo partito-Ministeri di peso, viceministri, sottosegretari- e dice di non capire la paura che l’attuale Ministro degli Esteri nutre sullo sbarramento al 5%. Mentre l’ex delfino di Berlusconi accusa Renzi di aver complottato contro l’attuale Governo, chiedendogli aiuto per disarcionare Gentiloni. In sostanza: cominciano a volare gli stracci!
Se lo sbarramento al 5% fosse confermato -come probabile- gli unici ad essere rappresentati in Parlamento- in base ai sondaggi- sarebbero solo e soltanto i partiti promotori della legge in questione, in bilico-sempre secondo i sondaggi- invece il partito della Meloni, che si giocherebbe la partita sul filo di lana.
Qualora ad entrare in parlamento fossero soltanto PD, M5S, FI e Lega, scatterebbe l’incognita alleanze, ma ancor prima ci sarebbe un serio problema che peserebbe come un macigno: chi di questi riceverebbe il mandato per formare il Governo? Lo scenario fa presagire la riedizione del Patto del Nazareno, o Governo Renzusconi che si voglia, ma se il “partito” più votato dagli Italiani fosse quello di Grillo, il Presidente Mattarella si troverebbe in forte imbarazzo! Dovrebbe dare al M5S il mandato esplorativo, che probabilmente non riuscirebbe a formare un Governo, a meno che non si riesca a trovare l’accordo con la Lega di Salvini, visto che i bene informati dicono che già da tempo ci sono contatti tra i “colonnelli” dei due “movimenti populisti”. Questo scenario, improbabile ma non troppo, modificherebbe profondamente gli assetti politici del nostro Paese.
Altro dato, sempre ipotizzando che a rappresentare gli Italiani fossero solo i partiti fautori dell’accordo sulla legge elettorale, è che scomparirebbe il “Centro”. Per spiegarci meglio, scomparirebbero quei partiti di ispirazione democratica, cristiana, frutto della tradizione cattolica e popolare. Anche se, negli ultimi anni questi partiti non è che poi abbiano brillato tanto, ma questo “forse” è anche per colpa di chi gli ha rappresentati nell’ultimo periodo.

 

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