Le opere di compensazione dalla S.S. 640: l’armata Brancaleone ed il gioco dell’oca

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CALTANISSETTA – La recente riunione romana, in vecchio stile, organizzata dal PD nisseno, presso gli uffici dell’ANAS per discutere delle opere di compensazione della S.S. 640, che hanno accompagnato il nostro Sindaco ed il fido assessore all’Urbanistica, può materializzarsi in due metafore. Le missioni dell’armata Brancaleone e il gioco dell’oca.

Di dette opere di compensazione si parla ormai da tanto, forse da troppo, ma occorre brevemente andare indietro nel tempo.

Il Consiglio Comunale, nel 2008 stabilì che occorreva realizzare degli svincoli che servivano meglio la nostra città ed il centro storico, in considerazione che, come ormai tutti abbiamo capito, la strada passa lontano da Caltanissetta.

Il Ministero, laconicamente rispose nella delibera di approvazione dell’opera del 2009 che queste opere si facevano solo se vi erano economie, lasciando così la città a bocca asciutta.

Tuttavia, e per fortuna, grazie alla perseverante e corrosiva azione di qualche amministratore comunale largamente più “camurruso” della media, nel marzo del 2014, alla fine della sindacatura, il Comune di Caltanissetta concretizza un accordo dall’ANAS, regolarmente sottoscritto da propri dirigenti, da funzionari dell’ufficio tecnico comunale, da consiglieri comunali dell’epoca, dall’amministrazione comunale allora in carica (Campisi) e da due deputati regionali, entrambi ancora in carica, di cui uno assessore dell’attuale Governo Regionale.

Entro giugno del 2014 ANAS ed Empedocle 2 si impegnarono a fare tre progetti a titolo di opere di compensazione. Il prolungamento della Via Gaetano Costa fino al tracciato attuale dello scorrimento veloce a monte e fino alla Via Rochester, in sottopasso ferroviario a valle. Un collegamento con la cittadella giudiziaria (svincolo di Via Pietro Leone), ed un collegamento con il centro storico (svincolo di Santo Spirito).

Opere belle, ma soprattutto necessarie e funzionali a rendere effettivamente utile questo “raddoppio della SS 640” per la nostra città, che invece ad oggi, pare più un Agrigento Catania che lambisce solamente il nostro “paesello”, come ormai è evidente che siamo considerati, (per primi dai nostri rappresentanti), invece di coinvolgerla nel proprio tracciato. Non sfugge anche ai più disattenti che da queste scelte, spesso, dipende il futuro di un territorio e di una collettività.

Con l’insediarsi dell’attuale amministrazione, (alla quale spettavo solo il ruolo di vigilare sull’osservanza di quanto pattuito) la partecipazione ed il dialogo hanno preso il sopravvento, e la “camurria” che aveva consentito di recuperare il “calcio del sedere” offertoci dallo Stato di fronte alle legittime richieste del territorio si è trasformata in un mellifugo ed infinito fiume dell’inconcludenza.

L’ANAS non rispetta l’accordo omettendo di presentare i progetti e la nostra attuale Amministrazione, invece di difenderlo in pubbliche e private sedi che fa? Si associa all’ANAS, nel sostenere che questo accordo non è valido.

Questo, in sintesi, il contenuto dell’incontro romano, dove in un tragico gioco dell’oca il Presidente dell’ANAS, con la partecipazione consenziente dei nostri amministratori e del partito di maggioranza ci rinnova il “calcio del sedere” riportandoci indietro, non solo nel tempo, ma anche nelle prospettive. Siamo infatti di nuovo nel 2009, quando lo Stato, il calcio, ce lo diede per la prima volta, accompagnato da promesse, stavolta effimere, di “aggiustare” il viadotto San Giuliano, nel frattempo distrutto nell’esecuzione delle attuali opere, e chiuso praticamente dall’inizio dell’amministrazione Ruvolo, quasi ininterrottamente. Accompagnato da tante strade scassate, ritardi accumulati, danni all’ambiente, e così ancora potremmo continuare.

Non ci sarebbe molto da dire sul livello di approssimazione dei nostri rappresentanti, (legittimati o meno), che hanno promosso questa riunione, fatti tutti che ben si sposano con la metafora innanzi premessa, se non la certezza matematica che siamo in un mare di guai e con poche speranze di approdare a rive sicure, ma un fatto di cronaca è necessario registrare.

Mentre l’Assessore all’Urbanistica diffonde rassicuranti comunicati stampa (in un silenzioso ed inoperoso sottofondo delle mancate azioni a riguardo di molti consiglieri comunali), affermando che presto tutto sarà risolto eccetera eccetera, ed il sindaco manda copia di email alla deputata Cancelleri ribandendo che siamo tutti vicini e vinceremo, il Sottosegretario alle Infrastrutture dispone una verifica ai cantieri della 640 per ritardi e criticità da più parti lamentate.

Aspettiamo, purtroppo, di leggere il prossimo capitolo di questa infinita telenovela, speranzosi, forse irresponsabilmente, che ancora qualcosa può recuperarsi per dare una possibilità alla nostra città.

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5 Commenti

  1. Sig. Spena mi sembra evidente a tutti che oramai la città è al completo sfacelo e poi qualcuno si lamenta, scrive o telefona al presidente della RAI per dire che quello che viene mandato in onda su Caltanissetta nella trasmissione tv7 , non rappresenta fedelmente quello che è la città…mi fanno ridere.

  2. Vedo che tutta la classe politica si accalora sulle opere di compensazione. Ma i danni che molti cittadini stanno avendo per il passaggio delle gallerie questo non interessa nessuno. Tanti cittadini nisseni, tante case stanno avendo ingenti danni. Ma dove sta la classe politica? La cosa forse conviene lasciarla ai singoli cittadini e occuparsi di altro. Intanto loro continuano a scavare cose se nulla sta accadendo. DA PADRONI SONO ARRIVATI E DA PADRONI ANDRANNO VIA!

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