Costo del funerale: le variabili che incidono sulla spesa e gli aspetti da considerare

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La crisi economica incide sulle scelte dei cittadini italiani su più fronti, inducendo ad una modifica di abitudini e consumi nell’ottica di un contenimento delle spese.

Da questo discorso non sono esenti le decisioni in tema di esequie e funerali: a questo proposito, si assiste ad un interesse crescente verso i funerali a prezzo calmierato, ad una crescita nel ricorso alla pratica della cremazione (che comporta costi inferiori rispetto all’inumazione o tumulazione) e, in generale, ad una sempre maggiore attenzione alle voci di spesa che compongono i costi della cerimonia funebre.

Fatte queste premesse, è utile conoscere le variabili che incidono sul costo del funerale e sapere quali sono le informazioni che l’impresa funebre è tenuta a fornire ai propri clienti, così da orientarsi al meglio ed evitare di spendere più del dovuto o incorrere in brutte sorprese.

Il costo di un funerale può variare in funzione di diversi aspetti.

Come già anticipato, la scelta di ricorrere alla cremazione comporta di norma costi inferiori rispetto all’inumazione o della tumulazione, in primis perché si abbassa significativamente il costodel cofano funebre che incide sul costo complessivo del funerale. Detto ciò, va altresì precisato che la cremazione comporta alcune spese riconducibili a questo tipo di pratica, quali ad esempio la scelta del luogo in cui avviene la cremazione, nonché il tipo di conservazione e la tipologia di urna delle ceneri scelti.

Con riferimento alle pratiche più tradizionali dell’inumazione e della tumulazione, la scelta del tipo di cofano funebre e dei relativi accessori costituisce una voce di spesa importante sui costi coinvolti nell’organizzazione del funerale: come si può immaginare, cofani realizzate con essenze di legno pregiate comportano un maggior onere economico rispetto ad altre tipologie di cofani funebri.

Vanno poi considerati i costi legate ai servizi offerti dall’impresa funebre. Tra di essi, vi sono innanzitutto le voci di spesa per i servizi di base previsti per l’organizzazione di un funerale (servizi di prelievo e trasporto, servizi di assistenza, organizzazione della cerimonia funebre) e poi i servizi aggiuntivi, anch’essi tradizionalmente parte dei riti e delle consuetudini dei servizi funebri (servizi di allestimento della camera ardente, composizioni e addobbi floreali, vestizione, tanatoestetica, affissioni e manifesti, necrologi).

Ai costi sinora elencati si aggiungono infine le spese comunali (concessione del luogo di sepoltura, carte bollate e documenti ufficiali), il cui ammontare risulta strettamente legato al comune di riferimento e al cimitero in cui avviene la tumulazione. Va precisato che, di norma, nei preventivi delle imprese funebri sono sempre escluse le suddette voci di spesa.

Un’azienda funebre è tenuta a indicare in modo chiaro e completo il costo complessivo del funerale e l’ammontare delle spese accessorie che essa ha dovuto sostenere per conto del cliente (come i summenzionati costi comunali), fornendo le relative ricevute e documenti giustificativi. E’ altresì necessario che il cliente riceva dall’impresa funebre un preventivo scritto e dettagliato e, al termine delle prestazioni, regolare fattura o ricevuta ficale per l’importo del servizio prestato.