Caltanissetta, Nursind: “Chiediamo incontro urgente al nuovo manager dell’Asp 2”

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CALTANISSETTA – In merito all’attuale situazione della sanità nissena ed in relazione dell’insediamento del nuovo manager dottor Iacono interviene il Nursind con una nota.

Premesso che non è più tempo di proclami di ogni genere ma di soluzioni concrete, abbiamo chiesto in data odierna un incontro urgentissimo con il dott. Iacono per discutere dei vari problemi che attanagliano la sanità nissena da Nord a Sud della provincia provando ad offrire una soluzione concreta. Premettendo che la carenza di personale infermieristico e di supporto sono comuni a tutte le realtà nosocomiali e che lo sblocco dei contratti dovrebbe risolvere definitivamente, ci sono delle criticità che possono essere discusse e risolte senza dovere necessariamente fare salti mortali o dover ricorrere a forzature di bilancio. Vorremmo far conoscere al dott. Iacono le singole realtà ospedaliere che non sono certamente quelle dipinte da alcuni direttori di presidio. Ci sono problemi di tutti i giorni che passano inosservati e che di fatto non vengono mai affrontati. Unità operative come la Neurologia di Caltanissetta dove ci vengono segnalati disservizi che, dopo aver raccolto la documentazione relativa, sottoporremo al management aziendale. E’ assurdo come, anche in pieno giorno, si assista a fenomeni di randagismo con cani che sostano quasi davanti l’ingresso dell’ospedale senza che il problema venga ne affrontato ne soprattutto risolti. Vorremmo capire come la rete materno-infantile possa realmente essere realizzata, partendo da fatti concreti e non da chiacchiere come l’UTIN a Gela, rimasta solo e soltanto un progetto che ha prodotto, come unico risultato, culle impolverate e mai utilizzate. Vorremmo soprattutto capire il reale destino dei piccoli presidi, specie quelli della zona sud, abbandonati a loro stessi verso un destino di cui nessuno, fino ad adesso, ha voluto prendersi la responsabilità di decidere. Senza dimenticare il territorio, che dovrebbe funzionare in sincronia con gli ospedali, ma dove spesso manca il dialogo e restano realtà avulse dal contesto sanitario”.