Mafia: omicidio piccolo Di Matteo, Cassazione conferma ergastoli

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giuseppe_di_matteoROMA – Conferma degli ergastoli in Cassazione per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio tredicenne del pentito di mafia Santino, strangolato e sciolto poi nell’acido l’11 gennaio del 1996 dopo quasi tre anni di prigionia. Lo ha deciso la seconda sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Antonio Esposito che ha respinto i ricorsi presentati da due condannati all’ergastolo dalla Corte d’assiste di Palermo. Si tratta di Giuseppe Graviano e Salvatore Benigno. Sono stati condannati, sempre all’ergastolo in appello ma non hanno presentato ricorso in Cassazione, il super latitante Matteo Messina Denaro, Francesco Giuliano e Luigi Giacolone. Sempre in appello era stato condannato a 12 anni di reclusione il pentito Gaspare Spatuzza, che ha partecipato al sequestro di Di Matteo, e che con le sue dichiarazioni ha permesso di ricostruire tutto l’episodio e per questo e’ stata applicata l’attenuante prevista per i pentiti. Il piccolo Di Matteo venne sequestrato il 23 novembre del 1993 mentre si trovata nel maneggio di Villabate. I sequestratori volevano impedire che il padre, Santino Di Matteo, rilasciasse dichiarazioni nell’ambito del suo processo di pentimento. Santino Di Matteo al momento del sequestro del figlio aveva infatti iniziato a collaborare con la giustizia ed aveva iniziato a far luce sulla strage di Capaci. Il pentito Gaspare Spatuzza racconto’ le modalità dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo che venne prima strozzato e il corpo poi sciolto nell’acido per farne perdere le tracce.