Butera, stazione declassata. A rischio Gela e Niscemi

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BUTERA – La stazione di Butera è stata ufficialmente declassata: niente più trasporto passeggeri né, tantomeno, passaggio di merci. Sulla sorte della struttura, che da tempo avevo subito un ridimensionamento progressivo, sono intervenuti i sindacalisti di Filt Cgil Pino Lombardo e Rosaria Scicolone  “Il declassamento deciso, si lega alla volontà di ridurre i costi e, soprattutto, di dire basta alle piccole stazioni. Purtroppo, questa politica aziendale ci preoccupa. Non vorremmo, infatti, che i prossimi punti da tagliare corrispondano alle stazioni di Gela e Niscemi. Sarebbe un colpo letale per l’intero sistema del trasporto in provincia di Caltanissetta”.

C’è preoccupazione, quindi, nonostante il recente incontro che amministratori locali del comprensorio e rappresentanze sindacali hanno avuto con il prefetto nisseno Carmine Valente. “Purtroppo – ammette il primo cittadino Luigi Casisi – siamo stati informati del provvedimento. Credo, comunque, che si tratti di una scelta quasi naturale. La stazione era diventata un punto poco frequentato, salvo casi eccezionali. Il vero problema sono le infrastrutture che mancano. Non è possibile che Caltanissetta, in treno, venga raggiunta, addirittura, dopo quattro ore di viaggio. A questo punto, quale dovrebbe essere il vantaggio di utilizzare i treni?”. Il territorio rischia l’isolamento viario dopo il crollo del ponte Giarracco sulla linea ferrata che conduce verso Niscemi.
“Durante le ultime riunioni – spiega ancora il sindacalista Pino Lombardo – i funzionari di Fs hanno promesso interventi di manutenzione che, stando ai loro programmi, dovrebbero concludersi entro l’estate. Di certo, noi vigileremo. Abbiamo già chiesto che questo cronoprogramma venga controllato tappa dopo tappa”.

Il rapporto fra le istituzioni locali e i funzionari di Ferrovie dello Stato, quindi, rimane molto teso: dalla direzione dell’azienda, comunque, fanno sapere che gli impegni assunti davanti al prefetto di Caltanisetta verranno rispettati secondo la scansione temporale già definita. I prossimi mesi, quindi, saranno decisivi per capire quale sarà il futuro del trasporto su rotaia disegnato in provincia. Intanto, dopo il declassamento, un altro punto per il passaggio ferroviario verrà a mancare.