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Attualità

“Ri.Vi.T.A.”, progetto di accoglienza per donne vittime di torture

Un momento della conferenza stampa in Prefettura

CALTANISSETTA – Accoglienza, integrazione, formazione (tramite avviamento allo studio e al lavoro), diffusione della cultura abitativa perché l’integrazione sia reale: questi i punti cardine su cui si articola il progetto “Ri.Vi.T.A.”, destinato a donne straniere che hanno subito abusi e torture, presentato in anteprima martedì pomeriggio in Prefettura, finanziato con fondi Fer ed elaborato dalla cooperativa nissena “IoperVoiperIo” in partnership con l’Ipab Testasecca. “Questa iniziativa – ha sottolineato il prefetto Guidato – continuerà a caratterizzare il ruolo dell’istituto Testasecca per la sua vocazione specifica sul territorio, da quanto ho avuto modo di constatare durante la mia permanenza qui. Ritengo un segnale importante per la provincia il fatto che questo progetto sia stato ammesso al finanziamento europeo”.


Il presidente dell'Ipab Testasecca Alberto Maira, il Prefetto Umberto Guidato, il presidente di IoperVoiperIo William Di Noto

Il progetto prevede, oltre l’accoglienza di venti donne straniere vittime di torture, anche uno sportello per settantacinque cittadini stranieri, ai quali verrà fornita consulenza, sostegno legale, informazioni sociali; a curare le attività saranno quindici operatori. Il finanziamento ammonta a 400mila euro, di cui 70mila di cofinanziamento della struttura Testasecca e delle risorse umane della cooperativa che ha elaborato il progetto e che lo gestirà. Il progetto di accoglienza ha vinto un bando promosso dal Fondo europeo per i rifugiati ed è l’unico in Sicilia ed uno dei sette in tutta Italia tra quelli che operano nell’ambito della tutela di soggetti vittime di abusi e torture.

Il progetto ha anche avuto l’approvazione del Consiglio territoriale dell’immigrazione, di cui fanno parte le forze dell’ordine, gli enti locali e i rappresentanti delle associazioni del territorio che si occupano di assistenza ai migranti e ai rifugiati.

Il presidente dell’istituto Testasecca Alberto Maira ha brevemente tracciato un quadro delle attività promosse dall’istituto che nei suoi 150 anni di vita si è sempre contraddistinto per una vocazione specifica, di accoglienza e sostegno ai più deboli. “Ora – ha detto – si apre una nuova fase e l’istituto, ancora una volta, dà risposte precise a problemi specifici, come in questo caso l’aiuto alle donne vittime della tratta delle schiave”.

“Ri.Vi.T.A. – ha detto il presidente della cooperativa “IoperVoiperIo” William Di Noto – significa offrire una nuova vita, alle donne abusate e ai loro bambini. E’ fondamentale creare, per questo, un sistema integrato sanitario e socio-psicologico, ma nel progetto, in continuità con le attività portate avanti per anni dal Testasecca, c’è anche lo sportello per fornire informazioni ed assistenza agli stranieri che vivono nella nostra città e necessitano di indicazioni di carattere sanitario o sociale”.

Allo staff operativo si affiancheranno figure quali lo psicologo, l’assistente sociale, il mediatore culturale, il medico, il legale ed un’antropologa medica, una nuova figura destinata a migliorare le attività di collegamento tra le esigenze dei rifugiati e gli operatori).

Il progetto prenderà ufficialmente il via a settembre, non appena saranno completati i lavori di ristrutturazione e sistemazione dei locali del Testasecca, dove fino a qualche mese fa erano ospitati circa ottanta stranieri e che nei prossimi mesi e fino a giugno del 2012 ospiteranno le venti donne alle quali è destinata l’attività.

Rosamaria Li Vecchi | 3 agosto 2011   

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