Operazione “Cerbero”. Duro colpo a “Cosa Nostra” nel nisseno, 27 arresti IL VIDEO

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CALTANISSETTA – Durante la notte tra il  19 e il 20.07.2011, in Sicilia, Lazio, Lombardia, Umbria e Marche, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caltanissetta, in collaborazione con i Comandi Arma territorialmente competenti, il Nucleo Elicotteri e Cinofili di Palermo (in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nissena), hanno tratto in arresto ventisette persone, vicine e affiliate alle associazioni di tipo mafioso“cosa nostra”, famiglia SICILIANO e  “stidda”, famiglia SANFILIPPO, attivenel territorio di Mazzarino (CL) ed in Lombardia, nell’area monzese.

Gli arrestati sono:

SANFILIPPO Calogero, nato a Piazza Armerina (EN) il 12/09/1983

SANFILIPPO Giuseppe, nato a Mazzarino il 29/06/1979

SANFILIPPO Andrea, nato a Mazzarino il 04/10/1969;

SANFILIPPO Calogero, inteso “Cicciobello” nato a Mazzarino il 06/12/1976;

SANFILIPPO Giuseppe, nato a Mazzarino il 17/12/1984;

SANFILIPPO Salvatore, nato a Mazzarino il 19/07/1963;

SPECIOSO Giuseppe, inteso “il barrafranchese“, nato a Mazzarino il 4/12/1983;

SICILIANO Maurizio, nato a Mazzarino il 16/8/1979;

SICILIANO Giovanni, nato a Mazzarino il 16/06/1969;

BOGNANNI Salvatore, nato a Mazzarino il 05/07/1986;

CINARDO Luigi, inteso “Ciniddu“, nato a Mazzarino il 28/12/1985;

FANZONE Salvatore Maria, nato a Caltagirone (CT) il 28/07/1976;

FONTANA Gianfilippo, nato a Mazzarino il 30/07/1971;

GESUALDO Marcello, nato a Mazzarino il 16/07/1975

IANNI’ Antonino, nato Mazzarino il 28/03/1978;

IANNI’ Ivan Dario, nato a Enna il 10/06/1990;

MANNARA’ Rosario Antonio, nato a Mazzarino il 12/07/1968;

MANNELLA Vincenzo, nato a Mazzarino il 27/05/1953;

RAGUSA Gianpaolo, nato San Gallo (CH) il 31/05/1970;

SANFILIPPO Marcello, nato a Mazzarino il 04/10/1969;

ZUCCALA’ Ignazio, nato a Mazzarino il 16/08/1985;

SIRACUSA Giuseppe, nato a Mazzarino il 13/12/1976;

PERNO Antonino, nato a Mazzarino il 2/4/1979;

PECORELLA Salvatore, nato a Mazzarino il 7/5/1966;

LO MONACO Roberto, nato a Mazzarino il 23/6/1978;

Si tratta dell’epilogo di un’indagine di ampio respiro su entrambe le consorterie mafiose di Mazzarino, Cosa Nostra, famiglia Siciliano, e Stidda, famigliaSanfilippo, operanti in Mazzarino. Gli addebiti vanno dall’art.416 bis c.p. (per entrambe le famiglie dal 2006 a oggi), agli artt.74 e 73 DPR n.309790 (per la famigliaSanfilippo anni 2006/07), alle estorsioni ( per entrambe le famiglie anni 2006/07). Lo spunto fu il duplice omicidio di La Leggia Salvatore e Giorlando Giuseppe ( del 21 novembre 2005), per cui fu prima sospettato e poi indagato Ghianda Francesco ( fratello di Ghianda Liborio ucciso il precedente ottobre 2005). Dapprima le investigazioni si indirizzarono verso i sodali della famiglia mafiosa SICILIANO di Cosa Nostra, in quanto immediatamente tendenti a chiarire i motivi del duplice omicidio; quindi le attività tecniche venivano ad interessare anche gli appartenenti alla consorteria opposta, quella degli stiddari della famiglia SANFILIPPO.

E lo spostamento di attenzione è risultato proficuo, laddove i soggetti monitorati, non essendo sino ad allora sotto la luce dei riflettori delle indagini inerenti il duplice omicidio, adottavano accortezze e contromisure di minore efficacia.

Un momento della conferenza stampa

Con l’inchiesta, pertanto,  si è così ridefinito l’assetto delle due consorterie mafiose operanti sul territorio mazzarinese, se ne sono chiariti i legami, gli accordi reciproci, i settori di interesse, la spartizione dei profitti della attività illecite, nonché gli organigrammi degli appartenenti, i ruoli ed i compiti rivestiti all’interno delle rispettive associazioni mafiose. Con riferimento ai rapporti tra la famiglia Siciliano e la famigliaSanfilippo, si evidenzia che, grazie alla pax mafiosa seguita alla guerra che aveva insanguinato Gela ed i Comuni limitrofi, anche a Mazzarino, come nel resto della Provincia nissena, i rapporti tra la Cosa Nostra e la Stidda sono da tempo improntati ad una pacifica convivenza, con la premessa di un’equa ripartizione dei proventi della principale delle attività illecite del territorio, ossia delle estorsioni. Seguendo l’esempio gelese, anche a Mazzarino Cosa Nostra e Stidda, ossia i Siciliano ed i Sanfilippo, hanno trovato un punto d’accordo: indipendentemente da quale delle due consorterie mafiose si occuperà della messa in regola dei commercianti e degli imprenditori, comunque sia i proventi delle estorsioni si divideranno, con reciproca soddisfazione. Se le indagini dimostrano l’accordo, tuttavia testimoniano le perduranti diffidenze che una parte nutre verso l’altra, i malumori, le reciproche accuse di slealtà ed i risentimenti che conseguentemente si covano.

Oltre ai proventi derivanti dalle estorsioni, le indagini hanno fatto luce sul traffico di sostanze stupefacenti organizzato dalla famiglia Sanfilippo e sui rapporti che il gruppo mafioso manteneva con altre consorterie.In particolare, Ragusa Gianpaolo, reggente della “STIDDA” di Mazzarino su investitura di SanfilippoSalvatore, manteneva i contatti con soggetti, all’epoca vicina a “Cosa Nostra di Riesi” e con Alleruzzo Alessandro, esponente di“Cosa Nostra” catanese”Si trattava, soprattutto, di rapporti inerenti il commercio di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha fatto pure emergere propositi omicidi della famigliaSANFILIPPO nei confronti di SANFILIPPO Calogero, col quale erano insorti contrasti per motivi d’interesse economico e nei confronti di sodali di “Cosa Nostra”di Mazzarino, identificabile in esponenti della famiglia SICILIANO.

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httpv://www.youtube.com/watch?v=C9ePVXR1U80

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