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Attualità

Progetto Casa, integrazione e rispetto dei diritti elementari

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Calogero Santoro, presidente I Girasoli, Mazzarino e Claudio Lombardo, presidente ARCI Caltanissetta

CALTANISSETTA – Quattro le famiglie di stranieri, in Sicilia da diverso tempo e tutti richiedenti asilo, che risiederanno stabilmente a Caltanissetta nelle abitazioni reperite e sistemate grazie al progetto “Casa”,  realizzato con risorse messe a disposizione dal Fondo Europeo per i Rifugiati e dal Ministero dell’Interno da una rete di associazioni ed istituzioni in partenariato, capofila l’associazione ARCI “I Girasoli” di Mazzarino. Partners del progetto la Provincia Regionale di Caltanissetta, la cooperativa ARES, l’ARCI Comitato Territoriale di Caltanissetta. I risultati del progetto sono stati presentati questa mattina al Centro Cultura di Scienze sociali di via Sardegna con il convegno “Progetto Casa – Oltre l’emergenza: Accoglienza, Solidarietà, Integrazione”. Sono intervenuti durante l’incontro Calogero Santoro, presidente dell’Associazione ARCI “I Girasoli” onlus di Mazzarino, che ha presentato il progetto, Claudio Lombardo, presidente provinciale ARCI Caltanissetta, Barbara Verdone della cooperativa ARES, alcune delle beneficiarie del progetto, provenienti da diversi Paesi africani, Maria Luisa Grisafi (Servizio Centrale – Ufficio FER), Stefano Cristofari (Servizio Centrale – Ufficio FER), Antonella Basilone (rappresentante UNHCR), Filippo Miraglia (responsabile Area Migranti ARCI Nazionale).

Dodici le persone, provenienti da Eritrea, Etiopia, Liberia ed altri Paesi del continente africano, che hanno trovato un alloggio stabile tra Caltanissetta, Trapani ed Agrigento (undici donne e un uomo, quest’ultimo facente parte di un nucleo familiare, con i loro bambini). “Abbiamo chiesto l’autorizzazione, con gli stessi fondi – dice Mamri Hassan, uno dei mediatori culturali del progetto - ad operare anche a Trapani ed Agrigento e così avremo quattro famiglie per ognuna delle tre province interessate”. Nel capoluogo nisseno le quattro famiglie destinatarie dell’iniziativa risiederanno in centro storico.

Auspicata dal presidente de “I Girasoli” Calogero Santoro una maggiore sinergia tra le associazioni e le istituzioni che si occupano sul territorio di servizi agli immigrati. “Siamo ancora – ha detto – come satelliti sparsi, non si riesce a creare un momento di coordinamento tra tutte le associazioni, c’è ancora un forte scollamento tra le esigenze reali del territorio e la programmazione dei progetti però questo che abbiamo condotto è già un primo importante passo”.

Le donne straniere, che hanno fatto richiesta presso enti locali, Servizio centrale, Prefetture, Questure ed organizzazioni di tutela ed assistenza di rifugiati e richiedenti asilo, sono state seguite per Progetto “Casa” da uno staff di operatori (assistenti sociali, mediatori culturali) che le hanno accompagnate nella ricerca di un alloggio e nella sua sistemazione fino al raggiungimento di una definitiva autonomia al termine dei percorsi di accoglienza. 

Piccolo ma importante il co-finanziamento della Provincia Regionale di Caltanissetta, accanto ai fondi messi a disposizione dall’UE, mentre particolarmente significative sono le ricadute sul nostro territorio, sia di natura sociale (la soddisfazione di un bisogno primario come quello dell’alloggio e di una abitazione dignitosa) sia di natura economica. Il progetto è stato realizzato da una rete di partner che da anni ormai opera nel campo della accoglienza, orientamento e accompagnamento verso una piena integrazione di rifugiati e richiedenti asilo. Si tratta dell’associazione ARCI “I Girasoli” di Mazzarino, che da anni ormai gestisce un progetto di accoglienza per minori rifugiati nel territorio del comune di Mazzarino, realizzato con le risorse dello SPRAR (Sistema per la Protezione di Rifugiati e Richiedenti Asilo), del Comitato Territoriale dell’ARCI di Caltanissetta, che opera da oltre 15 anni nel settore della accoglienza, tutela, assistenza di cittadini stranieri e di rifugiati, della Cooperativa ARES, che si occupa invece di progettazione e infrastrutturazione sociale.

Ma il convegno, oltre a presentare i risultati raggiunti - sottolineano gli organizzatori - vuole essere un ulteriore momento di confronto tra soggetti istituzionali, enti di tutela, organizzazioni del privato sociale sul momento particolarmente delicato che la nostrà città sta vivendo a seguito delle vicende che hanno interessato una gran parte dei paesi del nord Africa e la ripresa massiccia degli sbarchi sulle coste siciliane. Un confronto che ci auguriamo possa individuare buone prassi per accogliere adeguatamente chi è spesso costretto ad abbandonare la propria casa, i propri affetti, la propria rete di relazioni a causa di una guerra, di persecuzioni ma anche alla ricerca di un progetto di vita non offuscato da fame, miseria, povertà. (rlv)

Redazione | 28 aprile 2011   
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