Fumata nera sulla presidenza del Consiglio

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Bisognerà attendere ancora un altro mese per la nomina del presidente del consiglio comunale di Caltanissetta, dopo che il precedente presidente Territo ha rimesso la delega alla stessa assemblea civica. Il rinvio all’8 marzo, alle ore 16, è stato approvato all’unanimità nel corso della seduta straordinaria ed urgente del 10 febbraio, dopo lunghe consultazioni in conferenza dei capigruppo.

La seduta è stata aperta da un minuto di silenzio, chiesto dal consigliere Michelangelo Lovetere, in memoria dei martiri delle foibe. Subito dopo il consigliere Calogero Rinaldi, che ha presieduto la seduta in qualità di consigliere “anziano” per voti, ha dato lettura di una nota ufficiale a firma dei consiglieri Favata, Turco, Mazzé, Ricotta, Fiaccabrino, Tricoli, Campisi che hanno formalizzato la loro federazione nata – come precisato nel documento – dalla “necessità, ormai improcrastinabile, di un vero e serio rilancio dell’azione amministrativa, ottenibile attraverso la concretizzazione di obiettivi chiari e condivisi che pone questa federazione certamente all’opposizione, in sinergia con i gruppi consiliari PD, UDC ed MPA, rimanendo aperta anche a tutti i colleghi consiglieri che dovessero intravedere, in tale azione politica, un’alternativa all’inconcludente operato dell’amministrazione Campisi”, formazione aperta alle “indicazioni che la società civile, le parti sociali, le varie associazioni, i comitati di quartiere ed i singoli cittadini vorranno porre alla sua attenzione”. Annunciata la richiesta di rinvio della seduta, sono intervenuti per dichiarazione di voto i capigruppo Tricoli, Middione, Nicosia, Scalia, Adornetto, Lo Valvo e la votazione finale con appello nominale ha dato il via libera al rinvio.

I vari gruppi hanno giustificato la scelta con la necessità di “eleggere un presidente con la più ampia maggioranza possibile” che faccia comunque riferimento – visto che si tratta della seconda carica dell’amministrazione comunale dopo il sindaco – ai gruppi di opposizione, che contano oggi i due terzi dei consiglieri comunali. Ma il rinvio rischia di paralizzare, una volta di più, l’attività della macchina amministrativa, con il venire meno della presenza incisiva del consiglio comunale, espressione forte dei cittadini, nelle decisioni che devono essere prese subito per rilanciare lo sviluppo del capoluogo nisseno.

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